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Idratazione o nutrimento? La differenza che quasi tutte le persone sottovalutano 

La tua pelle appare secca, tirata o sembra spenta, anche se applichi crema viso e siero ogni giorno? 

Non sei sola. È una sensazione molto comune, soprattutto nei periodi di aria fredda, in ambienti interni secchi, quando si è sotto stress, preda di cambiamenti ormonali o se si seguono routine di skincare un po’ troppo attive. E viene spontaneo pensare che la pelle abbia semplicemente bisogno di più di tutto. Più idratazione, più trattamenti e magari più esfoliazione. 

A volte è così. Ma non sempre. 

A volte alla pelle manca l’acqua. Altre volte ha bisogno di più aiuto per trattenere l’idratazione. E molto spesso ha bisogno di entrambe le cose. 

È qui che entra in gioco la differenza tra idratazione e nutrimento: l’idratazione serve ad apportare e trattenere acqua nella pelle. Il nutrimento aiuta a proteggere la pelle e a sostenere la barriera cutanea, così che riesca a mantenere l’idratazione più a lungo. 

Cosa significa davvero idratazione?

L’idratazione ha a che fare con il contenuto di acqua nella pelle. 

Quando la pelle è disidratata, significa che manca di acqua. Non è necessariamente come avere la pelle secca per natura. La pelle disidratata è una condizione temporanea, che può comparire e scomparire. 

I segnali tipici della pelle disidratata possono essere: 

  • La pelle tira, soprattutto dopo la detersione. 
  • La pelle appare un po’ spenta o affaticata. 
  • Le linee sottili sembrano più visibili. 
  • Il make-up non si stende in modo uniforme. 

La pelle può sembrare secca, ma allo stesso tempo diventare lucida nella zona T. 

Ecco perché non sempre usare una crema più ricca risolve il problema. Se alla pelle manca prima di tutto acqua, ha bisogno di ingredienti che aiutino a legare e apportare idratazione. 

Entrano in gioco ingredienti come acido ialuronico e glicerina. Vengono spesso chiamati umettanti o ingredienti idratanti ad azione legante. Aiutano ad attirare e trattenere l’acqua negli strati più superficiali della pelle. 

Ma, ed è importante, l’idratazione da sola non basta sempre. 

Perché quell’acqua deve anche restare nella pelle. 

Cosa significa nutrimento?

Quando parliamo di nutrimento, non stiamo parlando solo di apportare acqua. Significa anche ammorbidire la pelle, rafforzare la barriera cutanea e ridurre la perdita di idratazione. 

La pelle secca può essere carente di sostanze lipidiche, chiamate anche lipidi. Questi lipidi sono una parte importante della barriera cutanea. Quando la pelle ne ha troppo pochi, può risultare ruvida, tesa, desquamata o sensibile. 

I segnali tipici della pelle secca possono essere: 

  • La pelle è ruvida o si desquama. 
  • La pelle tira durante il giorno. 
  • La pelle si arrossa o si irrita facilmente. 
  • Cresce il bisogno di applicare spesso la crema. 
  • La pelle può screpolarsi o prudere. 

In questo caso, la pelle ha bisogno di più dell’acqua. Ha bisogno di ingredienti trattanti che la aiutino a proteggersi. 

Esempi di questi ingredienti sono oli vegetali, squalano, burro di karité, ceramidi, acidi grassi e niacinamide. Possono contribuire a sostenere la barriera cutanea e aiutare la pelle a trattenere meglio l’idratazione. 

Per Vessi, questo è un principio fondamentale: la pelle ha bisogno sia del nutrimento della natura, sia di ingredienti ben documentati dalla ricerca cosmetica. Per questo, in diversi prodotti, oli ed estratti vegetali nordici vengono combinati con ingredienti come acido ialuronico, glicerina, niacinamide e squalano. 

Come capire di cosa ha bisogno la tua pelle

  1. Se la pelle tira, appare spenta e le linee sottili sembrano improvvisamente più evidenti, potrebbe essere disidratata. In questo caso, ha bisogno di un trattamento più ricco di ingredienti che legano l’acqua. 
  2. Se la pelle è ruvida, si desquama o non risulta mai davvero a suo agio, potrebbe essere secca. In questo caso ha bisogno di più lipidi e di un trattamento che supporti la barriera cutanea. 
  3. Se la pelle tira, diventa lucida e allo stesso tempo appare sensibile, potrebbe essere disidratata e squilibrata. 
  4. E se la pelle pizzica con prodotti che di solito tolleri bene, o reagisce facilmente, la barriera cutanea potrebbe aver bisogno di una pausa da troppi ingredienti attivi. 

Una routine semplice per idratazione e nutrimento

1. Detergi con delicatezza

Inizia con un detergente delicato, che non lasci la pelle tesa. Quella sensazione può indicare che la detersione è stata un po’ troppo aggressiva. 

La pelle deve sentirsi pulita, ma ancora confortevole. 

2. Apporta idratazione

Usa un siero o un trattamento idratante leggero con ingredienti che legano l’acqua, come acido ialuronico o glicerina. 

Questo è il passaggio che aiuta a idratare la pelle. 

Un piccolo consiglio: applica il siero idratante sulla pelle leggermente umida. In questo modo, gli ingredienti che legano l’acqua hanno più elementi su cui agire. 

3. Sigilla e nutri

Dopo l’idratazione, la pelle ha bisogno di qualcosa che la aiuti a trattenere l’acqua. È qui che entra in gioco la crema. 

Cerca ingredienti che supportino la barriera cutanea, per esempio oli vegetali, squalano, niacinamide, ceramidi e acidi grassi. 

Una crema che unisce ingredienti idratanti ad azione legante e trattamento barriera può essere particolarmente utile se la pelle è secca, sensibile o risente dei cambi di stagione. 

Fonti 

Huang, W., Liu, J., Zhao, L., & He, H. (2025). Function of ceramides in the skin and its relationship with skin disease. The Journal of Steroid Biochemistry and Molecular Biology, 254, 106842. https://doi.org/10.1016/j.jsbmb.2025.106842 

Milani, M., & Sparavigna, A. (2017). The 24-hour skin hydration and barrier function effects of a hyaluronic 1%, glycerin 5%, and Centella asiatica stem cells extract moisturizing fluid: An intra-subject, randomized, assessor-blinded study. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 10, 311–315. https://doi.org/10.2147/CCID.S144180 

Ong, R. R., & Goh, C. F. (2024). Niacinamide: A review on dermal delivery strategies and clinical evidence. Drug Delivery and Translational Research, 14, 3512–3548. https://doi.org/10.1007/s13346-024-01593-y 

Rajkumar, J., Chandan, N., Lio, P., & Shi, V. (2023). The skin barrier and moisturization: Function, disruption, and mechanisms of repair. Skin Pharmacology and Physiology, 36(4), 174–185. https://doi.org/10.1159/000534136 

Sagrafena, I., Morin, M., Paraskevopoulos, G., Nilsson, E. J., Hrdinová, I., Kováčik, A., Björklund, S., & Vávrová, K. (2024). Structure and function of skin barrier lipids: Effects of hydration and natural moisturizers in vitro. Biophysical Journal, 123(22), 3951–3963. https://doi.org/10.1016/j.bpj.2024.10.006 

Stokvik, M. N. (2025, 1. september). Ceramider i hudpleie. Vitusapotek. https://www.vitusapotek.no/radogtips/hudpleie/ansiktspleie/ceramider-i-hudpleie 

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Cambiamenti della pelle con l’età. Cosa succede più di frequente e cosa può aiutare 

Raramente accade dall’oggi al domani. 

All’inizio, potresti semplicemente notare la pelle che tira dopo la detersione. Una crema che non funziona più come prima. Più rossore. Meno luminosità. Poi arriva la sensazione che la pelle reagisca in modo diverso agli stessi prodotti, e non è sempre facile individuarne la causa. 

E non esiste una sola spiegazione. 

Con l’età, la pelle spesso diventa più secca, sottile e meno tonica. La barriera cutanea non sempre funziona in modo efficace come prima e i livelli di lipidi importanti possono variare. Inoltre, molte persone sviluppano nel tempo segni di invecchiamento più visibili dovuti ai danni del sole. Questo non significa che la soluzione sia fare di più, come usare più creme, sieri diversi e ingredienti aggressivi. 

Spesso, è tutta una questione di regolare gli step più basilari: detersione, idratazione, cura della barriera cutanea e protezione solare. 

1. Secchezza e sensazione di pelle che tira: quando la pelle perde idratazione più velocemente

Questo è uno dei cambiamenti più comuni. La pelle risulta più secca, meno calma e spesso più tesa dopo il lavaggio o la doccia. Il National Institute on Aging descrive la secchezza come un cambiamento comune legato all’età. Sia le pubblicazioni dermatologiche che gli articoli clinici sulla pelle matura sottolineano come l’invecchiamento sia associato a barriera cutanea indebolita, minore capacità di trattenere l’idratazione e maggiore xerosi, ossia secchezza cutanea.  

Ciò significa che il problema spesso non è solo la mancanza di idratazione. Potrebbe anche dipendere dal fatto che la pelle perde idratazione più velocemente di prima e che il primo passaggio della routine di detersione del viso è troppo aggressivo. 

La ricerca di Stanford ha inoltre dimostrato che la sensazione di pelle che tira dopo la detersione ha una spiegazione fisica: quando i detergenti rimuovono troppi lipidi dallo strato più esterno della pelle, la superficie cutanea può contrarsi e dare lasensazione di essere tesa. 

Cosa può aiutare: ricorrere a detersione più delicata, un contatto più breve con l’acqua calda e una crema che idrati e supporti la barriera cutanea. 

Il Balsamo nordico struccante è un detergente a base oleosa studiato per rimuovere il trucco delicatamente senza alterare i lipidi naturali della pelle. 

La Crema riparatrice nordica è una crema viso nutriente che si prende cura della barriera cutanea e aiuta a preservare l’idratazione. 

2. Più bruciore, più rossore, più reattività

Quando i prodotti iniziano a pizzicare più del solito, è facile pensare che la pelle sia improvvisamente diventata sensibile. A volte è vero, ma la sensibilità può anche essere il risultato di una barriera cutanea indebolita. Perché quando la pelle cambia con l’età, spesso diventa più vulnerabile agli agenti esterni causa di stress. 

Ed è qui che molte persone commettono un errore: aggiungono prodotti più aggressivi, invece di partire dalle basi. Se la pelle è già di suo più soggetta a irritazioni, una pulizia aggressiva, docce bollenti e troppi prodotti potenti nella stessa routine possono contribuire a un aumento di bruciore e rossore. Il consiglio in questo caso è semplice: routine delicate quando la pelle è secca o si irrita facilmente. 

Cosa può aiutare: un detergente delicato, meno attrito, meno prodotti attivi aggressivi contemporaneamente, nonché idratazione e cura della barriera cutanea più costanti. 

Il Trattamento mani nordico contiene ceramidi, burro di karité, squalano e acido ialuronico; supporta l’equilibrio idrico e la barriera cutanea. 

Il Trattamento nordico contorno occhi è stato sviluppato specificamente per la pelle del contorno occhi, con squalano, acido ialuronico, burro di karité e olio di olivello spinoso. 

3. Perdita di tonicità, comparsa di linee sottili e rughe visibili

Non tutti i segni dell’invecchiamento sono correlati alla secchezza. Con il passare del tempo, la pelle è spesso meno rimpolpata e perde parte della tonicità che aveva prima. Può apparire più sottile, secca e meno elastica, mentre linee sottili e rilassamento cutaneo diventano spesso più visibili. 

È anche importante distinguere ciò che rientra in un naturale processo legato all’età e ciò che è intensificato dal sole. Gran parte di ciò che associamo ai segni visibili dell’invecchiamento, come rughe, rilassamento cutaneo e colorito non uniforme, è legato alla quantità di esposizione ai raggi UV che la pelle ha subito nel tempo. 

Ecco perché la protezione solare non è solo qualcosa da usare nelle calde giornate estive. È una delle parti più importanti di una routine che mira a prevenire i primi segni dell’invecchiamento e ad aiutare la pelle a rimanere più uniforme e tonica più a lungo. 

Cosa può aiutare: idratazione costante, prodotti che supportano la tonicità e la compattezza della pelle e una protezione solare quotidiana. 

Il Siero nordico levigante è un siero con acido ialuronico, alghe rosse e linfa di betulla che aiuta a idratare, illuminare e rassodare la pelle. 

4. Tono della pelle non uniforme, superficie più opaca e macchie più scure

Molte persone associano subito le rughe all’invecchiamento cutaneo. Ma il tono della pelle non uniforme, le macchie più scure e la perdita di luminosità sono spesso altrettanto visibili. 

In parte, questo è un processo naturale legato all’età. Ma anche il sole gioca un ruolo importante. Nel tempo, l’esposizione ai raggi UV può rendere il tono della pelle più irregolare e le macchie più evidenti. 

Ecco perché è difficile parlare di luminosità e di una pelle più uniforme senza parlare di protezione solare. Se si vuole che la pelle appaia più chiara e uniforme nel tempo, è necessario anche proteggerla. 

Cosa può aiutare: protezione solare quotidiana, prodotti che donano luminosità e un tono della pelle più uniforme, nonché una routine da seguire con costanza. 

Arctic Glow C Serum è un siero con il 10% di vitamina C, estratto di rovo artico e olivello spinoso che aiuta a donare luminosità, compattezza e un tono della pelle più uniforme. 

5. Collo, décolleté e mani: le zone che spesso ricevono meno attenzioni

Il viso di solito riceve la maggior parte delle attenzioni. Collo, décolleté e mani spesso ne ricevono di meno. Col tempo, la differenza diventa visibile. 

Non c’è da stupirsi. Queste zone sono spesso molto esposte, ma raramente ricevono la stessa cura costante del viso. Ecco perché secchezza, macchie da pigmentazione e altri segni dell’invecchiamento spesso diventano più evidenti in queste zone. 

Cosa può aiutare: includere collo, décolleté e mani nella routine quotidiana, sia per quanto riguarda l’idratazione che per la protezione solare. 

La Crema nordica rassodante collo e décolleté è formulata per collo e décolleté, con olio d’avena, olio di mirtillo rosso, acido ialuronico, niacinamide e acido salicilico. 

Il Trattamento corpo nordico rigenerante è una crema corpo con estratto di rovo artico, olio di semi di mirtillo, acido ialuronico e niacinamide al 3% che idrata e supporta la barriera cutanea. 

Fonti 

  • National Institute on Aging. Skin Care and Aging.  
  • Journal of the American Academy of Dermatology. Clinical consequences of age-related skin barrier dysfunction—Part I.  
  • Journal of Drugs in Dermatology. Promoting a Healthy Skin Barrier Using Skin Care in People With Mature Skin Xerosis.  
  • Stanford Engineering / Stanford Report. Why does our skin feel ‘tight’ after using a facial cleanser? / Research reveals why our skin feels ‘tight’.  
  • American Academy of Dermatology. How to care for your skin in your 60s and 70s.  
  • American Academy of Dermatology. Anti-aging skin care.  
  • American Academy of Dermatology. Caring for your skin in menopause.   
  • Sunscreens and Photoaging: A Review of Current Literature.  
  • Journal of the American Academy of Dermatology. Ultraviolet radiation and the skin: Photobiology and sunscreen photoprotection.  
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Pelle secca e sensibile in menopausa? Ecco cosa può aiutare 

Molte donne notano cambiamenti nella pelle durante la menopausa e non sempre avvengono da un giorno all’altro: spesso sono cambiamenti graduali. La pelle è meno tollerante, si secca più velocemente e può iniziare a reagire diversamente a prodotti che hai “sempre” usato. 

La spiegazione viene dalla biologia. Quando i livelli di estrogeni diminuiscono, questo può influenzare la struttura e il funzionamento della pelle, inclusi idratazione, lipidi e resistenza della barriera cutanea. 

Prima di tutto: cos’è la barriera cutanea?

La barriera cutanea si trova principalmente nello strato più esterno della pelle (strato corneo). È composta da cellule unite da lipidi, soprattutto ceramidi, colesterolo e acidi grassi. Quando questi elementi sono in equilibrio, la pelle trattiene meglio l’idratazione e risulta più resistente. Quando la barriera si indebolisce, l’acqua evapora più facilmente (aumento della perdita d’acqua transepidermica/TEWL) e la pelle diventa più vulnerabile alle irritazioni. 

Cosa può fare la menopausa alla barriera cutanea?

1) La pelle contiene meno ceramidi 

Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha misurato i lipidi nello strato corneo in donne prima e dopo la menopausa. Le donne in postmenopausa avevano livelli più bassi di ceramidi e una composizione lipidica alterata (catene più corte, diversa distribuzione). I livelli di ceramidi erano anche associati ai livelli di estradiolo nel sangue, e questi cambiamenti risultavano meno marcati nelle donne che utilizzavano terapia ormonale sostitutiva (HRT). 

Perché è importante: i ceramidi sono come la “guarnizione” della barriera cutanea. Se diminuiscono, la pelle perde più facilmente idratazione e appare più secca, tesa e fragile. 

2) La produzione di sebo può diminuire 

Diversi studi mostrano che dopo la menopausa la produzione di sebo tende a ridursi. Il sebo è il film lipidico naturale della pelle: la mantiene morbida e protetta. Quando diminuisce, molte donne notano una pelle più secca e meno “protetta” dagli sbalzi ambientali. 

3) Si verificano cambiamenti misurabili in idratazione e funzione barriera  

Alcune ricerche hanno misurato parametri concreti come TEWL (tasso di perdita dell’acqua) e idratazione cutanea nelle donne dopo la menopausa. I risultati confermano che sia la funzione barriera sia l’equilibrio idrico possono alterarsi in questa fase. 

Segnali tipici di una barriera che ha bisogno di supporto

Potresti riconoscerne alcuni: 

Sensazione di pelle che tira dopo la detersione 

Desquamazione o trucco che evidenzia la secchezza della pelle 

Rossore, pizzicore o bruciore da prodotti che prima tolleravi 

Pelle nuovamente secca poco dopo aver applicato la crema 

Una routine skincare semplice durante la menopausa

L’obiettivo non è aggiungere più passaggi, ma sceglierne di più delicati. 

1) Detergere più delicatamente (e talvolta, anche meno) 

Con meno sebo e lipidi alterati, la pelle tollera meno i detergenti aggressivi. Gli studi sui tensioattivi mostrano che possono rimuovere lipidi cutanei e aumentare la TEWL, soprattutto quando la barriera è già vulnerabile. 

Consiglio pratico: 

Scegli un detergente delicato (meglio se formulato per pelle secca/sensibile). 

Considera l’idea di detergere il viso una sola volta al giorno (la sera), con acqua tiepida, e riduci sfregamenti eccessivi. 

Il balsamo struccante si fonde con la pelle, pulisce a fondo e lascia una sensazione pulita e fresca indipendentemente dal tipo di pelle.

2) Ricostruire la barriera con lipidi + idratazione

Cerca un siero o una crema che combinino: 

  • Umettanti che attirano l’acqua (come acido ialuronico) 
  • Ceramidi e altri lipidi che reintegrano ciò di cui la pelle è carente 
  • Uno strato protettivo leggero che riduca la TEWL e trattiene l’idratazione 

I ceramidi sono centrali per il funzionamento della barriera, e in menopausa i loro livelli naturali possono diminuire. 

Siero
con acido ialuronico e peptidi

Strato
nutriente e protettivo

3) La niacinamide può essere un ingrediente “smart” (se la pelle la tollera)

Una review scientifica mostra che la niacinamide può aumentare ceramidi e acidi grassi liberi nello strato corneo e ridurre la TEWL nelle pelli secche. 

Nota: se la pelle è molto reattiva, inizia con basse concentrazioni o poche applicazioni settimanali. 

Prodotti Vessi con niacinamide

4) La protezione solare resta una delle abitudini anti-age o anti-irritazione più efficaci

I raggi UV influenzano la struttura cutanea e possono peggiorare i segni dell’età e le irregolarità. Indipendentemente dal tipo di pelle, la protezione solare quotidiana è una delle misure più documentate per preservare la qualità della pelle nel tempo. 

Due errori comuni quando la pelle cambia

“Aumento dosi e frequenza di tutto per risolvere il problema” 

Se la barriera è stressata, troppi esfolianti o attivi forti possono peggiorare l’irritazione. Molte persone traggono più beneficio dal calmare e stabilizzare la pelle, per poi reintrodurre gradualmente gli attivi. 

“Cambio prodotti di continuo” 

La barriera cutanea ama la continuità. Una routine semplice ha bisogno di qualche settimana per mostrare risultati. 

Se avverti pizzicore persistente, eczema, eruzioni o prurito intenso, è consigliabile consultare un medico o un dermatologo. 

Durante la menopausa, la diminuzione degli estrogeni può essere associata a livelli più bassi di ceramidi, un profilo lipidico alterato e una riduzione del sebo, fattori che possono rendere la pelle più secca e sensibile. 

Una routine delicata e orientata alla barriera, con una detersione più lieve, idratazione + lipidi (ceramidi), niacinamide, se tollerata, e protezione solare quotidiana, è spesso un ottimo punto di partenza. 

Fonti: 

  • Kendall AC, Pilkington SM, Wray JR, Newton VL, Griffiths CEM, Bell M, et al. Menopause induces changes to the stratum corneum ceramide profile, which are prevented by hormone replacement therapy. Sci Rep. 2022;12(1). doi:10.1038/s41598-022-26095-0.  
  • Hall G, Phillips TJ. Estrogen and skin: The effects of estrogen, menopause, and hormone replacement therapy on the skin. J Am Acad Dermatol. 2005;53(4):555–568.  
  • Fluhr JW, Gloor M, Lehmann L, Lazzerini S, Distante F, Berardesca E. Glycerol accelerates recovery of barrier function in vivo. Acta Derm Venereol. 1999;79(6):418–421.  
  • Gehring W. Influence of niacinamide containing formulations on the molecular and biophysical properties of the stratum corneum. Int J Pharm. 2013;441(1–2):192–201.  
  • Tanno O, Ota Y, Kitamura N, Katsube T, Inoue S. Nicotinamide increases biosynthesis of ceramides as well as other stratum corneum lipids to improve the epidermal permeability barrier. Br J Dermatol. 2000;143(3):524–531. doi:10.1111/j.1365-2133.2000.03704.x.  
  • Piquero-Casals J, Morgado-Carrasco D, Granger C, Trullàs C, Jesús-Silva A, Krutmann J. Urea in dermatology: A review of its emollient, moisturizing, keratolytic, skin barrier enhancing and antimicrobial properties. Dermatol Ther (Heidelb). 2021;11:1905–1915. doi:10.1007/s13555-021-00611-y.  
  • Förster T, Issberner U, Hensen H. Lipid/surfactant compounds as a new tool to optimize skin-care properties of personal-cleansing products. J Surfactants Deterg. 2000;3:345–352.  
  • Bravo B, Penedo L, Carvalho R, Dal Vesco C, Calomeni M, Gapanowicz D, et al. Dermatological changes during menopause and HRT: What to expect? Cosmetics. 2024;11(1):9. doi:10.3390/cosmetics11010009.  
  • Lueangarun S, Tragulplaingam P, Sugkraroek S, Tempark T. The 24-hr, 28-day, and 7-day post-moisturizing efficacy of ceramides 1, 3, 6-II containing moisturizing cream compared with hydrophilic cream on skin dryness and barrier disruption in senile xerosis treatment. Dermatol Ther.2019;32:e13090.  
  • Smith KC, Wagner RF Jr. Sunscreens and photoaging: A review of current literature. Am J Clin Dermatol. 2021;22(6):819–828. doi:10.1007/s40257-021-00632-5.  
  • Piérard-Franchimont C, Piérard GE, et al. Postmenopausal aging of the sebaceous follicle: A comparison between women receiving hormone replacement therapy or not. Dermatology. 2002;204(1):17–22. doi:10.1159/000051804.  
  • Cvjetkovic-Nikoletic D, Ivanov D, Levakov O, Bulajic J, Lukac S, Karan-Rakic VK, et al. Menopause, menstrual cycle, and skin barrier function. Skin Res Technol. 2025;31(7). doi:10.1111/srt.70203. 
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Fai il test: che tipo di pelle hai? 

La pelle di ognuno è diversa. Alcune persone notano che diventa facilmente secca e tesa, mentre altre notano che diventa lucida durante il giorno, e molte hanno la sensazione che la loro pelle cambi con le stagioni.  

È del tutto normale. 

Il tuo tipo di pelle non ha a che vedere con il rientrare in una determinata categoria immutabile, ma riguarda ciò di cui la tua pelle ha bisogno in un preciso momento. Quando sai se la tua pelle è secca, grassa, mista o sensibile, diventa più facile scegliere prodotti che la sostengano.  

Allora, iniziamo con la domanda più importante: come si individua il proprio tipo di pelle? 

Come scoprire il tuo tipo di pelle

Non servono test avanzati per scoprire il proprio tipo di pelle in maniera accurata. Ecco cosa puoi fare: 

Detergi il viso con un detergente delicato e lascia la pelle completamente priva di prodotti per circa un’ora. Poi, osserva come si comporta la tua pelle. 

  1. Se la pelle è tesa, opaca o leggermente ruvida, probabilmente è secca. 
  2. Se diventa lucida abbastanza rapidamente, vuol dire che produce più sebo, il che si traduce in pelle grassa. 
  3. Se alcune zone sono lucide mentre altre sono secche, la tua pelle è mista. 
  4. Se la pelle si arrossa, pizzica o reagisce facilmente, la sensibilità potrebbe essere un fattore determinante. 

Il tipo di pelle dipende in gran parte da quanto bene trattiene l’idratazione, da quanto sebo produce e da quanto è forte la barriera cutanea. La ricerca dermatologica utilizza proprio questi fattori per descrivere i diversi tipi di pelle. 

Pelle secca: quando la tua pelle ha bisogno di idratazione e sostegno

La pelle secca spesso risulta tesa, soprattutto dopo la doccia o la detersione. Può apparire spenta e alcune persone avvertono desquamazioni o irritazioni, soprattutto durante i mesi più freddi. 

Non è solo una questione di idratazione, ma anche di una barriera cutanea che non trattiene l’idratazione come dovrebbe. La barriera cutanea è lo strato protettivo esterno della pelle e, quando è indebolita, lascia fuoriuscire i liquidi più facilmente. Le creme idratanti possono migliorare sia l’idratazione che l’azione della barriera negli strati più esterni della pelle. 

Ecco perché la pelle secca ha spesso bisogno di ingredienti che aggiungano idratazione e aiutino la pelle a trattenere i liquidi, come lipidi e ceramidi. Le ceramidi sono una parte naturale della struttura cutanea ed è ben documentato quantosostengano la barriera e riducano la perdita d’acqua nel tempo. 

La pelle secca ha soprattutto bisogno di nutrimento, comfort e protezione. 

Prodotti per pelle secca

Pelle grassa: quando la pelle ha bisogno di equilibrio, non di secchezza

La pelle grassa appare spesso più lucida durante il giorno, soprattutto su fronte, naso e mento. Molte persone notano anche pori più visibili o imperfezioni più frequenti. 

Ma avere la pelle grassa non significa che questa non abbia bisogno di idratazione. Il sebo è una parte naturale dello strato protettivo della pelle e, se si cerca di “lavare via” tutto il sebo con prodotti aggressivi, la pelle può effettivamente diventare ancora più squilibrata.  

L’obiettivo è spesso quello di fornire un’idratazione leggera e sostenere la barriera cutanea, lavorando al contempo sull’equilibrio.  

La niacinamide è un ingrediente ampiamente studiato in questo contesto. Gli studi dimostrano che può aiutare a ridurre la produzione di sebo nel tempo, rafforzando la barriera cutanea e fornendo un effetto calmante. La pelle grassa risponde meglio alla costanza, non a trattamenti troppo aggressivi. 

Prodotti per pelle grassa

Pelle mista: quando la pelle ha esigenze diverse contemporaneamente

La pelle mista è molto comune e significa semplicemente che la pelle si comporta in modo diverso in aree diverse. 

Molte persone notano che la zona T diventa più lucida, mentre le guance possono risultare più secche o tirate. Questo può cambiare anche nel corso dell’anno, con una maggiore produzione di sebo in estate e una maggiore secchezza in inverno. 

La pelle mista ha spesso bisogno di una routine che idrati senza ostruire i pori, insieme a piccoli accorgimenti dove la pelle necessita di un aiuto extra. La cosa più importante è mantenere la routine semplice ed equilibrata, piuttosto che trattare eccessivamente la pelle in diverse direzioni. 

Prodotti per pelle mista

Pelle normale: quando la pelle è uniforme e confortevole

La pelle normale è generalmente equilibrata. Non è né particolarmente secca né particolarmente lucida, ma generalmente calma e uniforme. 

Tuttavia, anche la pelle normale è influenzata dal clima, dallo stress e dall’esposizione al sole, e quindi necessita comunque di idratazione e protezione per rimanere forte nel tempo. L’obiettivo in questo caso è il mantenimento, ossia sostenere la pelle affinché continui a sentirsi confortevole ed equilibrata. 

Prodotti per pelle normale

Pelle sensibile: quando la pelle ha bisogno di calma

La pelle sensibile è spesso caratterizzata da reazioni. La pelle può arrossarsi, pizzicare dopo l’applicazione dei prodotti o dare sensazione di disagio senza mai capirne il motivo. 

La pelle sensibile è spesso descritta in reazioni più intense a stimoli che altri tipi di pelle tollerano bene, come sbalzi di temperatura, sfregamento o determinati ingredienti. 

Se hai questo tipo di pelle, spesso è meglio usare meno prodotti, formulazioni delicate e prodotti che rafforzano la barriera cutanea. La pelle sensibile non ha bisogno di molto: richiede calma, sicurezza e sostegno. 

Prodotti per pelle sensibile

Uno step valido per tutti i tipi di pelle

Indipendentemente dal tipo di pelle, c’è un passaggio che è sempre importante: la protezione solare. 

Un ampio studio randomizzato ha dimostrato che le persone che usavano la protezione solare quotidianamente sviluppavano invecchiamento cutaneo meno visibile rispetto a coloro che la usavano più sporadicamente. 

La protezione solare non è quindi solo da applicare in estate, ma è uno degli investimenti più importanti che puoi fare per la tua pelle durante tutto l’anno. 

La cura della pelle non è una questione di quantità, ma di fare ciò che è giusto

Quando conosci il tuo tipo di pelle, prendersene cura diventa più facile. Non hai bisogno di una routine lunga, ma di prodotti che favoriscano la tua pelle in base alle sue condizioni. 

La pelle secca ha bisogno di idratazione e di una barriera di supporto.  

La pelle grassa ha bisogno di equilibrio. 

La pelle mista ha bisogno di stabilità. 

La pelle sensibile ha bisogno di calma. 

E tutti i tipi di pelle hanno bisogno di protezione. 

La cosa più importante è creare una routine che sia sicura, semplice e piacevole, nonché di aiuto alla tua pelle per rimanere forte nella vita di tutti i giorni. 

Fonti 

  1. An Overview of Methods to Characterize Skin Type (MDPI Cosmetics) 
    https://www.mdpi.com/2079-9284/10/1/14 
  1. Moisturizers and stratum corneum barrier function (British Journal of Dermatology) 
    https://academic.oup.com/bjd/article-abstract/159/3/567/6641752 
  1. Ceramides and barrier water retention (Wiley) 
    https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1111/1346-8138.16175 
  1. The effect of 2% niacinamide on facial sebum production 
    https://trichopartner.pl/wp-content/uploads/2025/02/the-effect-of-2-niacinamide-on-sebum-production.pdf 
  1. Niacinamide clinical review (Springer) 
    https://link.springer.com/article/10.1007/s13346-024-01593-y 
  1. Sensitive skin syndrome mechanisms (ScienceDirect) 
    https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2950306X2400013X 
  1. Sunscreen and prevention of skin aging – randomized trial 
    https://research.manchester.ac.uk/en/publications/sunscreen-and-prevention-of-skin-aging-a-randomized-trial/ 
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Il sistema immunitario della pelle 

Il sistema immunitario della pelle
Perché la pelle reagisce più facilmente con l'avanzare dell'età

Hai notato che la pelle diventa improvvisamente più sensibili con l’avanzare dell’età? 

È più secca di prima, si arrossa più facilmente o reagisce improvvisamente ai prodotti che hai sempre usato? 

Non sei la sola. 

Per molte persone, questo accade gradualmente e spesso la spiegazione va ricercata in quello che la pelle fa silenziosamente in background: cercare di rimanere in equilibrio. 

La pelle è l’organo più grande del corpo e svolge un duplice importante ruolo: deve fungere da barriera contro il mondo esterno e, allo stesso tempo, tollerare le sollecitazioni della vita quotidiana: temperatura, condizioni atmosferiche, attrito, prodotti, microbi, esposizione al sole, piccole ferite e stress. Per gestire tutto questo, la pelle deve costantemente trovare l’equilibrio tra proteggersi ed evitare reazioni eccessive. 

È qui che entra in gioco il sistema immunitario della pelle: lavora costantemente per regolare le reazioni cutanee, favorire la riparazione e aiutare la pelle ad affrontare al meglio la vita quotidiana. 

La barriera cutanea: perché la pelle può risultare più sensibile

Per capire perché la pelle diventa più reattiva, è utile iniziare dalla barriera cutanea. 

La barriera cutanea è lo strato protettivo più esterno della pelle. Funge da filtro tra te e il mondo esterno e ha due compiti principali: trattenere l’idratazione e proteggere da ciò che può irritarla. 

La barriera è costituita da uno strato esterno protettivo e da lipidi naturali che mantengono la pelle intatta. Inoltre, la pelle ha un ambiente leggermente acido (pH basso), che rende più difficile la proliferazione di microbi indesiderati. 

Quando la barriera cutanea è forte, la pelle trattiene meglio l’idratazione e la tollera meglio. Ma quando la barriera si indebolisce, la pelle perde liquidi più facilmente e spesso diventa tesa, si arrossa o reagisce più rapidamente e facilmente di prima. 

Questo è esattamente il motivo per cui pelle secca e pelle sensibile spesso vanno di pari passo: quando la pelle perde idratazione e diventa più vulnerabile, ha anche una minore tolleranza agli stress esterni.

Se ti suona familiare, potrebbe essere una buona idea scegliere prodotti per la cura della pelle che supportino l’equilibrio idrico e la barriera cutanea, piuttosto che routine troppo aggressive o complicate. Un esempio è il siero nordico Pro-Age, sviluppato per fornire idratazione e cura in una routine semplice.

La pelle è sempre sull’attenti

Quando la pelle reagisce, diversi sistemi lavorano insieme. La pelle ha le sue cellule immunitarie, che aiutano l’organismo a rilevare e gestire fattori potenzialmente dannosi. Ma non sono solo le cellule immunitarie a influenzare le reazioni della pelle. Anche le cellule della pelle nello strato più esterno (l’epidermide) sono attive.  

Le cellule cutanee più comuni sono i cheratinociti. Possono rilevare lo stress e le interazioni con l’esterno, inviare segnali che influenzano la risposta immunitaria e contribuire alla riparazione quando la pelle è irritata o danneggiata. Sono anche importanti per la tolleranza cutanea, ovvero la capacità di non reagire in modo eccessivo a fattori del tutto normali. 

Questo è uno dei motivi principali per cui la pelle a volte può sembrare imprevedibile: in realtà sta cercando di riequilibrarsi per ritrovare calma e stabilità. 

La pelle vive in interazione con i microbi

Un’altra cosa che potrebbe sorprendere alcune persone è apprendere che la pelle non è sterile, né è fatta per esserlo. 

Sulla superficie della pelle vive un microbioma naturale di batteri, funghi e virus. Questo microbioma fa parte del normale ambiente cutaneo. Quando è in equilibrio, la pelle ha un’elevata tolleranza, senza reagire in modo evidente. 

Ma quando la barriera cutanea è indebolita o la pelle viene trattata troppo duramente nel tempo, sia la barriera che l’ambiente cutaneo possono diventare più instabili. Ad esempio, una detersione energica, un’esfoliazione frequente o l’uso di molti principi attivi contemporaneamente possono essere stressanti per una pelle già secca o fragile.  

Il risultato può essere una pelle più sensibile, soprattutto se anche secca o se la barriera è compromessa. 

Immunità adattativa: la pelle ricorda

La pelle ha sia una risposta rapida che un sistema immunitario adattativo più specifico. Ciò significa che parti della risposta immunitaria possono diventare più mirate nel tempo e, in alcuni casi, contribuire a far sì che determinate reazioni si ripresentino più facilmente. 

Un esempio sono le cellule T della memoria residenti nei tessuti (TRM). Si tratta di cellule T che possono rimanere nella pelle a lungo e contribuire a una rapida risposta locale se la pelle incontra ripetutamente lo stesso tipo di fattore scatenante.  

Queste cellule sono utili nelle infezioni, ma aiutano anche a spiegare perché alcune reazioni cutanee possono diventare ricorrenti in alcune persone. 

Perché la tolleranza cutanea cambia con l'avanzare dell'età?

Molte persone notano che la loro pelle cambia con l’età, diventando più secca e reagendo più facilmente allo stress. 

Raramente esiste una spiegazione univoca, ma piuttosto una combinazione di fattori che influenzano la barriera cutanea e l’equilibrio idrico nel tempo, tra cui l’invecchiamento naturale, le influenze esterne e 

l’accumulo di molti piccoli fattori di stress nel corso della vita. 

Il risultato è spesso lo stesso: la pelle ha bisogno di più supporto per rimanere in equilibrio. 

Cosa significa questo in pratica e cosa puoi fare per supportare la tua pelle?

Quando la pelle è più secca e reattiva, spesso occorre darle più stabilità, anziché sollecitarla ulteriormente. Molte persone trovano giovamento con una routine delicata, idratante e facile da seguire. Evita di stressare la pelle con troppe detersioni, frizioni o troppi ingredienti attivi contemporaneamente. 

Se preferisci la semplicità, puoi creare una routine che supporti principalmente la barriera cutanea e il comfort della pelle: un detergente e un siero delicati, e prodotti che forniscono idratazione per tutto il giorno. 

Con Vessi, troverai diversi prodotti adatti a questo tipo di approccio: 

Fonti 

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La tua pelle cambia senza una ragione apparente: e se gli ormoni fossero la causa? 

Siamo abituati a classificare la pelle per tipologia: secca, grassa, sensibile e mista. Questa classificazione può essere utile come punto di partenza, ma non sempre spiega perché la pelle improvvisamente si comporti in modo diverso rispetto a prima. Molte persone attraversano periodi in cui la loro pelle è più secca, sensibile o reagisce improvvisamente ai prodotti di skincare che hanno usato senza problemi in passato. Una possibile causa sono i cambiamenti ormonali. 

La pelle è più colpita di quanto pensiamo

È facile pensare alla pelle come a qualcosa di esterno, qualcosa che possiamo detergere, su cui possiamo applicare prodotti e proteggere. Ma nella ricerca dermatologica, la pelle è descritta come un organo sensibile agli ormoni e, in parte, produttore degli stessi. Ha i suoi recettori per ormoni come estrogeni, androgeni e l’ormone dello stress cortisolo, e risponde direttamente ai cambiamenti nell’equilibrio ormonale del corpo. 

Quando i livelli di ormoni fluttuano, questi possono influenzare: 

 

  • livelli di idratazione della pelle 
  • produzione di sebo (olio) 
  • spessore ed elasticità 
  • infiammazione e sensibilità 
  • capacità della pelle di autoripararsi 

Estrogeni e pelle: perché l'equilibrio è così importante

Gli estrogeni svolgono un ruolo cruciale nella qualità della pelle. La ricerca dimostra che gli estrogeni aiutano a stimolare la produzione di collagene, a rafforzare la barriera cutanea e a migliorare la capacità della pelle di trattenere l’idratazione. Quando i livelli di estrogeni sono stabili, molte persone percepiscono la propria pelle più soda, uniforme e resistente. 

Ma i livelli di estrogeni non sono costanti. Possono diminuire in caso di stress, fluttuazioni ormonali, dopo la gravidanza e con l’avanzare dell’età. Quando ciò accade, la pelle può cambiare gradualmente o persino improvvisamente. 

I segni tipici di un ridotto supporto di estrogeni nella pelle includono: 

  • Pelle più secca e tesa
  • Maggiore sensibilità
  • Linee sottili più visibili
  • Pelle che reagisce a prodotti precedentemente tollerati 

Questo non è un segno che hai scelto la skincare sbagliata, ma piuttosto che la tua pelle potrebbe aver bisogno di più supporto di prima. 

Acne e ormoni: quando la pelle reagisce dall'interno

Per molte persone, l’acne è il segno più visibile dei cambiamenti ormonali nella pelle. La ricerca dimostra che gli androgeni, un gruppo di ormoni che include il testosterone, stimolano direttamente le ghiandole sebacee. Quando la produzione di sebo aumenta, anche il rischio di pori ostruiti e infiammazioni cresce. 

Ecco perché molte persone sperimentano la comparsa o il peggioramento dell’acne durante i periodi di fluttuazione ormonale, come durante mestruazioni, periodi di stress o età adulta. L’acne ormonale nelle donne adulte è ben documentata dalla ricerca dermatologicaanche tra quelle donne che non hanno avuto molti problemi di acne da adolescenti. L’acne correlata agli ormoni è spesso caratterizzata da: 

  • Sfoghi cutanei su mento, mascella e parte inferiore del viso
  • Riacutizzazioni cicliche
  • Imperfezioni più profonde e sensibili
  • Risposta limitata ai trattamenti tradizionali per l’acne 

In questi casi, l’attenzione è spesso rivolta a sostenere la pelle, ridurre l’irritazione e mantenere l’equilibrio, pur avendo aspettative realistiche su ciò che la sola skincare può ottenere.

Stress e pelle: quando il cortisolo lascia il segno

Molte persone notano che la loro pelle diventa più reattiva durante i periodi di forte stress. 

Non è una coincidenza. Con lo stress prolungato, l’organismo aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. Il cortisolo influisce sulla barriera cutanea e può contribuire ad aumentare l’infiammazione e ridurre la sua capacità di ripararsi. 

In pratica, questo può manifestarsi come: 

  • Rossore e reattività
  • Pelle che perde idratazione più rapidamente
  • Minore tolleranza ai principi attivi
  • Sensazione che “nulla funzioni”

Durante questi periodi, la pelle è spesso meno ricettiva ai trattamenti aggressivi. Ha bisogno di relax, protezione e idratazione, e non di ulteriore pressione. 

Pelle in menopausa: quando l'equilibrio ormonale cambia le regole

Durante la menopausa, il corpo subisce importanti cambiamenti ormonali, in particolare legati al calo dei livelli di estrogeni. Questo influisce direttamente sulla pelle. Molte persone riscontrano che la loro pelle diventa più secca, più sensibile e meno resistente di prima. La barriera cutanea si indebolisce, l’idratazione diminuisce più rapidamente e la capacità della pelle di autoripararsi diminuisce. 

Allo stesso tempo, alcune possono manifestare sfoghi cutanei o acne in età adulta. Con il calo degli estrogeni, gli androgeni possono acquisire maggiore influenza relativa, il che può stimolare la produzione di sebo e contribuire all’infiammazione. Il risultato può essere una pelle che risulta secca e allo stesso tempo a tendenza acneica. 

Questi cambiamenti sono normali e biologici. Durante questa fase, la pelle spesso necessita di maggiore idratazione, formulazioni più delicate e maggiore supporto, non di trattamenti più aggressivi. 

Cosa può fare realmente la cura della pelle

La ricerca dimostra chiaramente che i cambiamenti cutanei causati dagli ormoni non si affrontano al meglio con un approccio più aggressivo. Al contrario, gli studi suggeriscono che la pelle spesso è al suo meglio quando riceve supporto piuttosto che pressione. 

In termini di problemi cutanei di origine ormonale, l’attenzione si concentra principalmente su: 

  • Rafforzamento della barriera cutanea
  • Riduzione dell’infiammazione
  • Aiuto per la pelle a trattenere l’idratazione
  • Aumento della tolleranza cutanea durante i periodi difficili

La skincare può aiutare la pelle a resistere meglio agli effetti delle fluttuazioni ormonali. Per molte persone, questo significa meno prodotti, e più delicati, nonché un’attenzione particolare a lenire, riequilibrare e recuperare. 

È qui che entra in gioco Vessi. I prodotti sono sviluppati per supportare le funzioni naturali della pelle, con particolare attenzione all’idratazione, alla resistenza della barriera cutanea e alla tolleranza, piuttosto che a soluzioni aggressive. 

Fonti 

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Come aiutare la pelle secca in inverno? 

Perché la pelle diventa più secca in inverno? 

La pelle può improvvisamente risultare tesa, ruvida o più sensibile rispetto al resto dell’anno. Potrebbe anche iniziare a prudere, desquamarsi o reagire a prodotti che normalmente tolleri bene. 

Non è una coincidenza. La ricerca dimostra che le basse temperature, l’umidità e le forti escursioni termiche indeboliscono la barriera naturale della pelle e la perdita di idratazione è maggiore. Ecco perché il fenomeno della pelle invernale è così comune, indipendentemente dal tipo. 

Cosa succede alla pelle in inverno? 

I livelli di umidità sono più bassi, sia all’aperto che al chiuso, facendo sì che la pelle sia meno idratata e non riesca a recuperare i liquidi.

Le basse temperature influiscono sui lipidi naturali della pelle, che sono una parte fondamentale della barriera cutanea.

Quando la barriera cutanea si indebolisce, la pelle trattiene l’idratazione in modo meno efficace, con conseguente pelle secca, tesa e irritata.

Non è solo il freddo il problema

È facile dare la colpa all’aria fredda invernale esterna, ma anche l’interno gioca un ruolo. Docce lunghe e calde possono sembrare essenziali quando fuori fa freddo, ma la ricerca dimostra che l’acqua calda aumenta la perdita di idratazione dalla pelle. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine dimostra che l’esposizione all’acqua calda indebolisce temporaneamente la barriera cutanea, soprattutto quando la pelle è già secca. 

Se a ciò si aggiunge l’aria secca degli ambienti chiusi riscaldati, la pelle ha poco tempo per riprendersi. È spesso in questo momento che molte persone notano che la loro pelle inizia a “comportarsi diversamente”. Non perché qualcosa non vada, ma perché le condizioni sono cambiate. 

Meno stress per la pelle, più supporto

Quando la pelle è più vulnerabile, la soluzione raramente è quella di aggiungere più prodotti, più ingredienti o acidi forti. Più spesso, la questione è essere un po’ più delicati e un po’ più coscienziosi. 

La detersione è un buon esempio. Quando la barriera cutanea è già compromessa, non tollera una detersione aggressiva. Ecco perché si consigliano detergenti delicati nei periodi di pelle secca. Un detergente che rimuove sporco e trucco senza privare la pelle dei suoi lipidi naturali offre condizioni migliori per trattenere l’idratazione. 

È qui che il balsamo nordico struccante di Vessi si inserisce naturalmente nella tua routine invernale. Fa il suo lavoro, senza lasciare la pelle tesa. 

Idratazione che permane nella pelle

Quando la pelle perde idratazione in inverno, la tentazione è quella di applicare i prodotti più spesso. Ma non è solo una questione di quantità. Il modo in cui l’idratazione viene aggiunta e come viene imbrigliata è ancora più importante. 

Ingredienti come l’acido ialuronico e la glicerina sono ampiamente documentati per aumentare l’idratazione cutanea legando l’acqua nella pelle. Allo stesso tempo, studi dimostrano che ceramidi e lipidi contribuiscono a rafforzare la barriera cutanea e a ridurre la perdita di idratazione nel tempo. 

È qui che entra in gioco un buon siero viso. Un siero fornisce un’idratazione concentrata prima di applicare una crema idratante. Il siero Nordic Pro-Age fornisce idratazione a un livello più profondo, mentre il siero Arctic Glow C fornisce anche antiossidanti che possono essere utili quando la pelle è stressata da fattori ambientali. 

Perché la crema idratante è il passaggio più importante in inverno

Se c’è un prodotto che merita un posto fisso nella tua routine invernale, è una buona crema idratante. 

Diversi studi dimostrano che le creme idratanti che combinano umettanti con ingredienti che supportano la barriera cutanea riducono la perdita di idratazione e migliorano il comfort della pelle nel tempo. Non si tratta solo di sollievo immediato, ma di offrire alla pelle condizioni migliori durante la stagione. 

La crema nordica riparatrice di Vessi è stata sviluppata proprio pensando a questo: per fornire sia idratazione che supporto alla barriera cutanea, di cui la pelle ha veramente bisogno nei climi freddi e secchi. 

Piccole zone, grande differenza

Spesso è sulle mani, sulle labbra e sul contorno occhi che notiamo subito l’effetto dell‘inverno. La pelle è più sottile in queste zone, con meno ghiandole sebacee, il che la rende più vulnerabile sia alle basse temperature che all’aria secca. Dedicare a queste zone un po’ di attenzione in più durante l’inverno può fare una grande differenza, non perché sia ​​in aggiunta“, ma perché è lì che la pelle ne ha più bisogno. 

In conclusione

La pelle invernale non significa che questa stia improvvisamente presentando problemi. Sta semplicemente reagendo a nuove condizioni. La ricerca è chiara: temperature fredde, aria secca e sbalzi di temperatura mettono a dura prova la barriera cutanea e aumentano la perdita di idratazione. 

Con una routine leggermente modificata, ossia una detersione più delicata, una maggiore attenzione all’idratazione e ingredienti che supportano la barriera naturale della pelle, la pelle può rimanere più equilibrata durante l’inverno. 

Fonti

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Il microbioma e la barriera cutanei 

La nostra pelle è più di un semplice strato esterno. È come un ecosistema di microrganismi che collaborano quotidianamente con le cellule cutanee. Questo è ciò che chiamiamo microbioma cutaneo e influenza tutto, dall’equilibrio idrico e l’infiammazione alla sensibilità cutanea. 

Quando il microbioma è in equilibrio, la pelle funziona con meno stress, è più forte e risulta più resistente. Quando questo equilibrio viene alterato, tuttavia, si verifica un fenomeno che i ricercatori chiamano disbiosi. E la pelle se ne accorge rapidamente, soprattutto in caso di secchezza, irritazione, eczema e maggiore sensibilità. 

Cosa dimostra realmente la ricerca

Disbiosi: pelle squilibrata 

Gli studi dimostrano che la disbiosi, in particolare la proliferazione eccessiva del batterio Staphylococcus aureus, è strettamente correlata alla dermatite atopica (eczema). Quando la presenza di questo batterio cresce eccessivamente, l’infiammazione aumenta, la barriera si indebolisce e la capacità della pelle di proteggersi diminuisce rapidamente. Ecco perché i dermatologi spesso considerano lo squilibrio batterico non solo un sintomo, ma un fattore attivo nel processo patologico. 

La pelle e i suoi “utili alleati” 

La pelle ospita anche un gran numero di batteri “buoni” che supportano le difese dell’organismo. 

Questi microscopici aiutanti contribuiscono a mantenere stabile il pH cutaneo, a produrre peptidi antimicrobici e a regolare il sistema immunitario innato. Quando vivono in buone condizioni, aiutano la pelle a resistere sia agli agenti patogeni che alle irritazioni. Quando i detergenti o i principi attivi diventano troppo aggressivi, spesso sono proprio questi batteri “amici” a essere colpiti per primi. 

Idratazione e microbioma sono strettamente correlati 

Diversi studi dimostrano che i prodotti idratanti e rinforzanti la barriera cutanea (emollienti)  possono influenzare il microbioma cutaneo. E sebbene i risultati non siano del tutto  conclusivi, la tendenza suggerisce che una buona cura della barriera cutanea favorisce anche un microbioma sano. 

Invecchiamento e microbioma cutaneo 

Con l’avanzare dell’età, la composizione dei batteri della pelle cambia. La ricerca dimostra che i cambiamenti nel microbioma legati all’età sono correlati ai cambiamenti nella barriera cutanea e nel sistema immunitario. Ciò significa che la pelle matura non solo ha meno sebo ed è meno idratata, ma ha anche un microbioma meno diversificato, il che può renderla più sensibile e secca. 

Come supportare il microbioma della pelle

Quando ci si prende cura del microbioma cutaneo, non è una questione di quantità di utilizzo, ma di scegliere il giusto tipo di trattamento.  

1. Inizia con un detergente che non interferisca con l'ecosistema della tua pelle

Il microbioma cutaneo è influenzato dal pH, dai tensioattivi e dalla quantità di sebo rimossa durante la detersione. Molti detergenti tradizionali rimuovono dalla pelle sia i lipidi che i batteri “amici”. 

Un balsamo detergente è una buona scelta perché: 

  • Scioglie trucco e protezione solare senza attrito eccessivo
  • Non altera inutilmente il pH della pelle
  • Lascia intatti una maggiore quantità di lipidi naturali della pelle
  • È generalmente più delicato sul microbioma cutaneo

Questo crea un ambiente in cui il tuo microbioma prospera. 

2. Aggiungi un siero che favorisce l'idratazione e lenisce

Una barriera forte è l’ambiente migliore per un microbioma equilibrato. La ricerca dimostra che ingredienti come acido ialuronico, peptidi, betaina e ceramidi aiutano a: 

  • Ridurre la perdita di idratazione
  • Stabilizzare il pH della pelle
  • Fornire condizioni stabili per i microrganismi
  • Ridurre sensibilità e rossori

Un siero che combina idratazione multilivello con peptidi è quindi una scelta sicura. 

3. Completa con una crema che stabilizza l'ambiente cutaneo

Una buona crema viso è uno dei prodotti che più si adattano naturalmente a una routine incentrata sul microbioma e sulla barriera cutanea. Supporta la pelle attraverso: 

  • Lipidi emollienti
  • Oli identici a quelli della pelle
  • Ritenzione di idratazione
  • Riduzione della sensazione della pelle tesa
  • Supporto ai processi di riparazione notturna della pelle (che influenzano anche il microbioma) 

Usala al mattino e anche come ultimo step la sera per trattenere l’idratazione e creare un ambiente stabile per i microrganismi della pelle. 

4. Dona alla tua pelle una carica di idratazione extra, se ne ha bisogno

Non è necessario per tutti, ma una maschera in gel può fornire: 

  • Idratazione intensa
  • Un effetto rinfrescante che calma l’infiammazione
  • Stabilizzazione temporanea dell’ambiente superficiale della pelle
  • Una base migliore per la riparazione della barriera cutanea

Questo è particolarmente utile quando il microbioma è stressato (dopo viaggi, cambiamenti climatici, malattie o trattamenti eccessivi). 

Il microbioma cutaneo non è solo una tendenza: è biologia essenziale 

Quando il microbioma e la barriera cutanea funzionano come un sistema unificato, la pelle rimane uniforme, forte e meno reattiva.

Scegliendo prodotti delicati, idratanti ed equilibrati, si dà al microbioma ciò di cui ha bisogno per prosperare. La pelle ti ringrazierà con meno irritazioni, maggiore elasticità e luminosità stabile. 

Fonti 

  • Nakatsuji T. et al. The Role of Staphylococcus aureus in Atopic Dermatitis. Frontiers in Immunology, 2021. 
  • Sanford J. A., Gallo R. L. Functions of the Skin Microbiota in Health and Disease. J Invest Dermatol, 2013. 
  • Simpson E. L. et al. Emollient Enhancement of the Infant Skin Microbiome and Reduction in Atopic Dermatitis Risk. J Am Acad Dermatol, 2022. 
  • Myles I. A. et al. First-in-Human Topical Microbiome Transplantation with Roseomonas mucosa for Atopic Dermatitis. JCI Insight, 2018. 
  • Gueniche A. et al. Aging and Skin Microbiome: Correlations and Consequences. BioMed Central Dermatology, 2023. 
  • Callewaert C., Nakatsuji T. Pre- and Probiotics for Skin Health: The Science So Far. MDPI Cosmetics, 2023. 
  • Ananthapadmanabhan K. et al. Cleansing and the Skin Barrier: Syndets vs. Soap. Int J Cosmetic Science, 2020. 
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L’orologio interno della tua pelle e come segue il suo proprio ritmo 

Hai mai avuto la sensazione che la tua pelle si “comportasse” in modo diverso la sera rispetto al mattino? Forse ti svegli con una pelle leggermente più tonica, mentre durante il giorno la senti più morbida o un po’ più luminosa? O forse la tua routine serale ti sembra più essenziale di quella mattutina? 

Non sei la sola persona a pensarlo, e non è solo la tua immaginazione. La tua pelle vive secondo un ritmo tutto suo, regolato da una sorta di orologio biologico. 

Ricerche recenti dimostrano che la pelle ha un suo ritmo circadiano, un ciclo interno che segue uno schema di 24 ore, proprio come il sonno, la digestione e gli ormoni. Questo ritmo influenza tutto, dalla funzione barriera e la riparazione del DNA alle difese immunitarie della pelle. 

Ma questo significa che gli orari della tua routine di cura della pelle sono davvero importanti? 

Tempistiche e skincare: quanto conta davvero?

La ricerca sui tempi di trattamento della pelle non è ancora del tutto conclusiva. Sappiamo che la biologia della pelle fluttua durante il giorno: il rinnovamento cellulare, la funzione barriera e la riparazione del DNA cambiano in sincronia con l’orologio biologico. Ma quanto questo influisca sulle prestazioni del prodotto è ancora in fase di studio. 

Tuttavia, molti studi puntano nella stessa direzione: la pelle si difende durante il giorno e si ripara di notte. Quando allineiamo la nostra cura della pelle a questo ritmo, supportiamo i processi naturali che già avvengono nella pelle, invece di contrastarli. 

Esaminiamo più da vicino cosa significa questo nella pratica. 

La pelle durante il giorno: protezione in prima linea

Durante il giorno, la pelle è al lavoro. È la prima linea di difesa contro i raggi UV, l’inquinamento, il vento, gli sbalzi di temperatura e la luce blu degli schermi. Per far fronte a tutto questo, il sistema di difesa della pelle è in massima allerta. L’attività cellulare e il flusso sanguigno aumentano e il sistema immunitario lavora per proteggere dai danni e dallo stress ossidativo. 

In questa fase, la pelle produce anche più sebo, che aiuta a mantenere la superficie elastica e protetta dagli stress ambientali. Allo stesso tempo, la barriera cutanea è più resistente durante il giorno, riducendo la perdita d’acqua e migliorando la resilienza. 

Gli studi dimostrano che la funzione barriera della pelle e il pH superficiale fluttuano durante il giorno (misurati come TEWL – perdita d’acqua transepidermica) e che la perdita di idratazione aumenta verso sera. Ecco perché la routine mattutina è così fondamentale: getta le basi per la protezione giornaliera. 

Come supportare la tua pelle durante il giorno:

La pelle di notte: riparazione e rinnovamento

Quando dormiamo, la pelle prende sul serio il suo turno notturno. Entra letteralmente in modalità riparazione. Tutti i piccoli fattori di stress che la pelle ha affrontato durante il giorno, tra cui luce solare, radiazioni UV, vento, inquinamento, luce blu e attrito, lasciano danni microscopici al DNA e alle membrane cellulari. Di notte, la pelle ripara sistematicamente i danni al DNA, elimina le scorie ossidative e costruisce nuove cellule. 

Anche la circolazione sanguigna aumenta di notte, il che significa che più ossigeno e nutrienti vengono forniti alle cellule della pelle, accelerando la rigenerazione. Allo stesso tempo, la pelle diventa più “aperta”. Gli scienziati chiamano questo fenomeno “aumentata permeabilità”, il che significa che consente sia all’acqua che ai principi attivi di passare più facilmente. 

Con una maggiore permeabilità durante la notte, la pelle diventa più ricettiva a qualsiasi cosa si applichi. Ecco perché principi attivi come peptidi e umettanti possono penetrare più in profondità e agire più efficacemente la sera. Ma questa maggiore apertura significa anche che la pelle perde più idratazione durante il sonno, il che può farla sentire più tesa o secca al mattino. 

Nella pelle matura, questo processo cambia leggermente. La ricerca dimostra che il ritmo circadiano nelle cellule della pelle si indebolisce con l’età, soprattutto nei geni che regolano la difesa immunitaria e la protezione antivirale. È come se l’orologio rallentasse, portando a una guarigione più lenta e a una minore resilienza. 

Come supportare la pelle di notte:

In breve: la tua pelle ha un suo ritmo di 24 ore. Durante il giorno, ti protegge. Di notte, si rigenera. Quando adatti la tua routine di cura della pelle a questi cicli naturali, lavori con la tua pelle, non contro di essa. 

Fonti 

  1. Lyons A. B., Moy L., Moy R., Tung R. Circadian Rhythm and the Skin: A Review of the Literature. J Clin Aesthet Dermatol 2019; 12(9):42–45. 
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  1. Skin and Immune Cells Crosstalk via Circadian Regulations. Exploration Immunology 2021. 
  1. The Impact of the Circadian Clock on Wound Healing – Day vs Night. Human Journals IJPPR 2025. 
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Drenaggio linfatico per la pelle: mito o skincare efficace?

Sui social vediamo spesso video di massaggi al viso, gua sha e drenaggio linfatico che promettono un “glow immediato”, effetto lifting e contorni più definiti.
Ma cosa dice davvero la ricerca? E quanto è merito della tecnica in sé rispetto al semplice mantenere una buona e costante skincare routine?

Diamo uno sguardo più da vicino a ciò che sappiamo davvero, e a come applicare i principi del drenaggio linfatico in modo sicuro ed efficace nella tua routine di skincare.

Cos’è il drenaggio linfatico?

Il drenaggio linfatico (spesso chiamato MLD – manual lymphatic drainage) è una tecnica di massaggio delicata pensata per stimolare il sistema linfatico del corpo.
Il sistema linfatico aiuta a trasportare i liquidi in eccesso e le scorie lontano dai tessuti e svolge un ruolo importante nella salute della pelle e del tessuto connettivo.

Quando i liquidi si accumulano nei tessuti, ad esempio sotto gli occhi o lungo la mandibola, la pelle può apparire gonfia, spenta o meno definita.

L’idea alla base del drenaggio linfatico è che movimenti delicati e ritmici possano favorire la riattivazione dei fluidi nella circolazione, migliorando così l’aspetto della pelle e rendendola più liscia e uniforme.

Cosa dice la ricerca?

Le evidenze scientifiche sul drenaggio linfatico nel contesto della skincare sono ancora limitate.

  • Studi minori successivi a interventi estetici, come il lifting del viso, suggeriscono che la tecnica possa aiutare a ridurre gonfiore e fastidi durante il recupero.
  • La ricerca su condizioni mediche, come il linfedema correlato al tumore al seno, mostra che l’MLD può ridurre la ritenzione di liquidi e alleviare i sintomi, ma questi risultati non si applicano direttamente alla pelle sana.
  • Non esistono studi estesi e controllati che dimostrino la resa di effetti come lifting, glow o “detox”, spesso affermati dall’industria beauty.

In breve, esiste una possibilità teorica che un leggero drenaggio linfatico possa influenzare l’equilibrio dei fluidi cutanei, ma al momento non ci sono evidenze solide di effetti cosmetici duraturi.
Per questo motivo, la tecnica va considerata come un complemento a una buona routine di skincare, e non un sostituto.

Perché una skincare adeguata è la risposta

Non importa quanto precisa sia la tua tecnica di massaggio: la pelle non potrà mai davvero risplendere senza una barriera cutanea sana e una cura equilibrata.
Una buona routine di skincare fornisce le basi biologiche affinché la pelle possa rispondere a massaggio e drenaggi.

1. Detersione delicata

Utilizza un detergente delicato che rimuova sporco e make-up senza alterare il pH della pelle.
Una combinazione di detergenti a base oleosa e acquosa aiuta a eliminare impurità sia liposolubili che idrosolubili.

Esempio: un olio detergente nutriente che calma la pelle e la prepara a siero e massaggio.

2. Idratazione e nutrimento

Un siero idratante con acido ialuronico e niacinamide aiuta la pelle a trattenere l’idratazione, rinforza la barriera e migliora l’elasticità, creando le condizioni ideali per la stimolazione manuale.

Esempio: un siero leggero con diversi tipi di acido ialuronico e niacinamide per idratazione profonda ed equilibrio.

3. Rafforzamento della barriera cutanea

Termina con una crema idratante che sigilla l’idratazione e rafforza la protezione naturale della pelle.
Ceramidi, peptidi e acidi grassi aiutano a ricostruire lo strato protettivo cutaneo.

4. Protezione con SPF

La protezione solare quotidiana è essenziale per prevenire danni che influiscono su texture e microcircolazione della pelle.
Anche il massaggio più accurato non può sostituire l’SPF.

Una pelle in salute è più importante delle scorciatoie

Il drenaggio linfatico può essere un rituale rilassante e piacevole, e molte persone notano che la pelle appare meno gonfia dopo un simile trattamento.
Ma la vera luminosità e compattezza durature derivano soprattutto da cura adeguata, idratazione e protezione, e non da tecniche rapide e meccaniche.

Il modo più sostenibile per “supportare il sistema linfatico della pelle” è mantenerla sana, idratata e protetta.
Considera il drenaggio linfatico come un complemento che può potenziare gli effetti di prodotti di qualità, e non una scorciatoia per ottenere prima i risultati sperati.

Fonti

  1. Pereira, A. et al. (2023). Effectiveness of manual lymphatic drainage in intensive phase I therapy for breast-cancer-related lymphedema. Supportive Care in Cancer. https://link.springer.com/article/10.1007/s00520-023-08210-7
  2. Arinaga, Y. et al. (2024). Fluoroscopy-Guided Manual Lymph Drainage for Breast Cancer-Related Lymphedema. Cancers, 15(5), 1545. https://www.mdpi.com/2072-6694/15/5/1545
  3. Vairo, G. et al. (2009). Systematic Review of Efficacy for Manual Lymphatic Drainage Techniques in Sports Medicine and Rehabilitation. Journal of Manual & Manipulative Therapy.
  4. The British Lymphology Society (2023). Position statement on manual lymphatic drainage in clinical care. https://www.thebls.com
  5. Zaleska, M. et al. (2018). Manual lymphatic drainage and active exercises in post-mastectomy rehabilitation: A randomized clinical trial. PLoS ONE, 13(12): e0189176. https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0189176
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